Joseph Athalé: Un guerriero kanako prestato al calcio

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Con gioia pubblichiamo l’intervista che ci ha rilasciato Joseph Athalé, giocatore kanako nato l’11 luglio del 1995 in Nuova Caledonia. Uno dei migliori prodotti del calcio della sua nazione che si è trasferito dal Magenta, club in cui ha militato per 3 anni, ai rivali dello Hienghène Sport. Quella che leggerete qui di seguito è la storia di un guerriero prestato al calcio. Una grande storia da leggere tutta d’un fiato.

Intervistatore: Joseph ovviamente siamo molto contenti come Oceania Football Center di poter fare questa intervista con te.

Joseph Athalé : Sono contento anche io.

I: Partiamo subito con una domanda sul Mondiale per Club. Che cosa ti senti di raccontare ai nostri lettori dell’esperienza in Qatar?

JA: Ti posso dire che per noi, che siamo dei semi-professionisti, è stata un’esperienza unica. Io in particolare sono decisamente motivato per cercare di viverla nuovamente.

I: Tutto il mondo si è congratulato con voi per l’ottima partita che avete giocato contro l’Al-Sadd. Cosa ne pensi ora, a freddo, di quell’incontro?

JA: Prima di tutto mi preme sottolineare che ho giocato in una posizione diversa a quella mia abituale. Io sono abituato a giocare in mezzo al campo lì dove posso unire il gioco tra difesa e centrocampo. Però penso di essermela cavata comunque molto bene. Io sono un guerriero e ho dato tutto me stesso. Sono fiero di aver fatto vedere al mondo che in Nuova Caledonia sappiamo giocare a calcio.

I: Hai fatto molte azioni acrobatiche che hanno scaldato gli spettatori. Sono abituali per te?

JA: C’è chi pensava che fosse facile marcarmi. Io non ho certo paura col pallone tra i piedi.

Athalé in azione durante il match contro l’Al-Sadd

I: Torniamo sulle questioni tattiche: come mai hai giocato in attacco? Il mister ha cercato di stupire con questa mossa innovativa,giusto? Come ci hai detto anche tu, il tuo ruolo naturale è quello di regista davanti alla difesa.

JA: In realtà non so quali fossero le vere intenzioni del mister ma sa che ho una mentalità vincente e quindi ha contato su quella.

I: Lo Hienghène Sport è riuscito a portare la partita con l’Al-Sadd ai tempi supplementari. Purtroppo poi ha concesso due goal ai qatarioti, goal che hanno permesso loro di portare a casa la vittoria. Come ci spieghi questa cosa? Non essendo abituati a certi ritmi la stanchezza ha avuto il sopravvento?

JA: Abbiamo dato tutto quello che potevamo dare. Penso che la fatica abbia avuto un ruolo cruciale sul risultato finale. Eppure continuiamo a essere contenti di quel che abbiamo fatto. Sono convinto che un giorno torneremo e vinceremo questo genere di match.

Athalé ancora in azione contro l’Al-Sadd

I: Quali sono state le principali differenze tecniche, tattiche e fisiche con il vostro avversario?

JA: La tattica. Su quello ci sono stati superiori ma se continuiamo a lavorare quest’anno su questo particolare potremo batterli. Non dimentichiamoci che loro sono calciatori professionisti mentre noi ci alleniamo solo 3 volte a settimana.

I: Ci stai confermando che voi giocatori cagous siete costretti a svolgere altri lavori perché il calcio non vi garantisce la sopravvivenza economica?

JA: Noi non percepiamo alcun salario da calciatori. Ma questo non è un peso per noi perché quello che ci basta è di giocare per la nostra maglia che ci ricorda da dove veniamo. Sono fiero di essere un ragazzo kanako nato e cresciuto in Nuova-Caledonia.

I: M’immagino che molti giocatori sognino di firmare dei contratti professionistici?

JA: Questo è il sogno di tutti. Anche il mio. Il problema è che non è così facile raggiungere quel livello perché la Nuova Caledonia è lontana dal mondo calcistico professionale.

I: Com’è possibile che anche vedendo i vostri match nessun club professionistico dimostri interesse per qualcuno di voi?

JA: Non lo so. Non ci sono contatti.

I: Come Oceania Football Center quel che possiamo fare è realizzare dei video su di voi e caricarli sul nostro canale di YouTube. Facendo circolare le informazioni in una platea più ampi, magari l’interesse verso di voi aumenterà.

JA: E chi lo sa.. anche il mio club non fa tutto quello che dovrebbe per farsi conoscere.

I: In che senso?

JA: Non lo so di preciso. Quel che so è che dobbiamo pubblicizzare meglio il nostro calcio.

I: L’importante è che continuiate ad allenarvi e lottare. Amiamo molto il vostro calcio. Ad esempio conosciamo bene Jean-Philippe Saiko che è andato a giocare in Nuova Zelanda. Potresti farlo anche tu, no?

JA: Io vorrei andare in Europa.

I: Speriamo con tutto il cuore che il tuo sogno si realizzi.

JA: Lo spero anch’io. Il tempo passa e sono sempre qui.

I: Che ne dici se torniamo a parlare di calcio giocato?

JA: Fai pure.

Lo Hienghène al Mondiale per Club 2019

I: Come vi siete sentiti dopo che Amy Roine ha segnato il vostro goal contro l’Al-Sadd?

JA: Niente di speciale, in realtà. Una gioia passeggera come tutti i goal. Siamo subito tornati concentrati per vincere il match.

I: Eravate davvero convinti di poter vincere?

JA: Sempre. La mia mentalità è quella di cercare di vincere ogni partita.

I: Secondo te, se foste partiti alla pari, avreste vinto?

JA: Io credo nella mia squadra. Incondizionatamente. Potevamo vincere quella sera, ma ci è mancato qualcosa. Ancora mi domanda che cosa sia stato.

I: Gli esperti internazionali hanno scritto che siete mancati sotto l’aspetto della preparazione fisica. Sei d’accordo?

JA: Potrebbero avere ragione, ma io non ero stanco. Forse c’è solo mancata la voglia di vincere.

I: Quello che possiamo dirvi è che bisogna partire da questi risultati per migliorare. I giocatori milionari dell’Al-Sadd hanno avuto paura di perdere. Questo è già un grande risultato. Veniamo all’attualità: siete già in preparazione per la OFC Champions League?

JA: Inizieremo proprio oggi.

I: Dobbiamo essere onesti. Il vostro è il gruppo più complicato del girone (ne parliamo qui). Cercherete comunque di ripetere il percorso della passata edizione che vi ha portato a vincere la competizione?

JA: Che domanda. Certo che ci crediamo. Se vogliamo possiamo.

I: Il club ha aggiunto qualche nuovo tassello alla rosa, per rinforzarla?

JA: No. Siamo lo stesso gruppo dell’anno passato.

I: Ultima domanda: Quale futuro vedi per la Nazionale?

JA: Non saprei. Speriamo di vincere qualcosa. Ci proveremo.

I: Grazie mille per l’intervista.

JA: A presto.

Joseph Athalé in maglia Magenta

Published by Dario Focardi

Ho 42 anni e faccio l'operatore teatrale.

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